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Pagina 4 di 5 A sud della strada principale interna, verso lo Stàffora, fu lasciata solo una striscia di terreno che, a parte il corpo di guardia di Porta Sottana (e forse anche di Porta Soprana), venne adibita ad orti; come pure ad orti, dentro le mura, era riservata l'area ad ovest del castello, che si spingeva verso sud fino alla sede dell'attuale via Lombardia. La strada in uscita da Porta Soprana proseguiva pressoché rettilinea verso est passando sull'area dell'attuale chiesa parrocchiale, fino ad arrivare all'altezza dell'attuale Via della Maiolica.
Oltre alle due porte del borgo già accennate, vi era anche la porta verso lo Stàffora che portava ai mulini. Questa porta era situata in fianco all'attuale Chiesa dei Rossi e permetteva di scendere, attraverso Vicolo del Follo, ai mulini. Non era sorretta da una torre, come nel caso delle porte precedentemente citate, bensì sostenuta da robusti pilastri. Infine, una quarta porta era posizionata fra l'attuale edificio municipale e l'angolo della via per Rosara. Si sa che questa porta era chiamata Garenota o Garenosa. L'attuale Piazza del Municipio, originariamente più arretrata verso il castello, serviva da parcheggio per carri, muli e le merci in transito.
Le abitazioni erano generalmente composte di una sola camera per piano e queste camere collegate fra loro da una scala interna di legno. Questo criterio di costruzione delle città murate, nell'alto medioevo è stato ampliamente usato, specialmente in Italia, in Francia e in Inghilterra, ma non si notano eguali nel nostro Oltrepò e nelle zone limitrofe. I lotti era venduti e gli acquirenti erano obbligati a costruire e risiedere nella nuova abitazione. In questo modo si forniva una dimora stabile alle nuove figure di artigiani, commercianti e trasportatori che stavano moltiplicandosi in seguito alle nuove esigenze del borgo, ormai diventato sede di marchesato e punto fisso per il pagamento dei pedaggi. Sembra che non fosse consentito acquistare immobili a chi abitava fuori dal paese, mentre chi veniva ad abitarci godeva di un'esenzione da ogni tassa per due anni.
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